Video e copyright

Licantropo

Utente Attivo
15 Giu 2014
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Un saluto a tutti e tanti auguri per le prossime festività.

Vorrei sapere se rappresenta una violazione dei diritti d'autore, la pubblicazione sul proprio sito di video altrui, semplicemente linkandoli da siti tipo YouTube.

Grazie a tutti coloro che sapranno aiutarmi.
 

maxbossi

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Ciao Licantropo,

Per rispondere alla tua domanda: DIPENDE.
Se pubblichi sul tuo sito dei normali video di YouTube non dovrebbero esserci problemi... se si tratta di materiale protetto da diritto d'autore (ad esempio un film o un video musicale di un artista famoso) allora in teoria sì.
E' materia spigolosa ed il rischio di finire nei guai, purtroppo, c'è.

Ciao e auguri anche a te
 

Licantropo

Utente Attivo
15 Giu 2014
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Ciao maxbossi, grazie della risposta.

Un paio di chiarimenti, se puoi:

- cosa contraddistingue un video "normale" da un altro?

- chi pubblica un video su YouTube ha la possibilità di stabilire se quel video sarà, o meno, consultabile anche tramite altri siti, pertanto dovrebbe essere una implicita autorizzazione a divulgare l'opera, non è così?

Ciao
 

borgo italia

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ciao
se possibile è sempre meglio chiedere all'autore il permesso, poi a che ne so su yutube neii filmati permessi c'è il pulsante "condividi" negli altri no.
comunque ribadisco sempre meglio chiedere
 

maxbossi

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25 Feb 2003
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@Licantropo

Hai ragione, sono stato impreciso.
Quando parlo di video "normali" intendo video che, palesemente, non sono distribuiti in modo abusivo ed in violazione di copyright.

Un film, un video musicale, una partita di calcio, ecc. sono esempi di video che - spesso - vengono distribuiti in modo "non rispettoso" della vigente normativa a tutela del diritto d'autore. Questi video, a mio avviso, possono crearti dei problemi se decidi di pubblicarli sul tuo sito.

Poi l'osservazione di borgo italia è giusta e correttissima: se qualcuno ha pubblicato un video in modo lecito su YouTube ed ha lasciata attiva la possibilità di condividere, allora vuol dire che la pubblicazione su altri siti è da considerarsi legittima. A mio avviso si tratta di un atteggiamento che lascia intendere una sorta di autorizzazione implicita.

Ad ogni modo, se hai dei dubbi, è meglio se ti rivolgi ad un legale che ti sappia rassicurare in merito. Ciao
 

IImanuII

Utente Attivo
10 Giu 2012
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Lasciatemi dire una cosa: in linea di massima se i video sono fatti da youtuber, di sicuro non vi denunciano poiché se pubblicate i loro video portate visualizzazioni e visibilità, quindi soldi.

Inviato dal mio Nexus 5 con Tapatalk
 

Licantropo

Utente Attivo
15 Giu 2014
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In tutti i social network, così come in quasi tutti i forum, compreso questo, è possibile inserire gli url e visualizzare i relativi contenuti di foto e video

copyright-trademark-logo.png

In questi casi è possibile ipotizzare una violazione del copyright?
I responsabili chi sarebbero, gli utenti che li hanno inseriti, i responsabili della piattaforma, o entrambi?

L'utente che pubblica immagini o video su questi siti tipo Flickr, YouTube ecc. ha SEMPRE la facoltà di rendere le sue opere non visibili su altri siti, se non si avvale di questa opzione vuol dire che acconsente alla pubblicazione altrove.

Giusto?

Qualcuno conosce gli orientamenti giurisprudenziali in materia?
 

borgo italia

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4 Feb 2008
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ciao
non credo che valga il principio che "chi tace acconsente" anche perchè in rete, se uno vuole, può appropriarsi di tutto, per fare un esempio non puoi rubare una macchina perchè non c'era l'avviso "non rubare".
tanto per dirti, io frequento g+, un paio di settimane fa un utente si era incavolato con un altro perchè aveva postato una sua foto coperta da copyrigt e minacciava azioni legali.
personalmente io chiedo sempre l'autorizzazione esplicita così vado sul sicuro e, se per caso hai voglia, se guardi sul mio sito per ogni contenuto non mio è citato sempre comunque l'autore o le fonti
 

Licantropo

Utente Attivo
15 Giu 2014
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giurisprudenza sul punto

Fonte


Diritto d’autore, Corte di Giustizia: embeddare i video non è reato

E’ una decisione di grande importanza per Internet, per gli internauti e per il copyright, quella adottata dalla Corte di Giustizia Ue.
La Corte ha stabilito infatti che incorporare, “embeddare” senza autorizzazione un video da una piattaforma di videosharing non costituisce violazione del diritto d’autore poiché il contenuto, sebbene riprodotto, è già pubblico. A parere della Corte, non c’è violazione nemmeno quando il contenuto del video embeddato violi di per se stesso il copyright.

Perché l’embedding di un contenuto multimediale, il copia e incolla cioè del codice html per visualizzarlo su una pagina diversa dall’originaria, non infrange il diritto d’autore? Diritto europeo alla mano, l’embedding non rappresenta una “nuova forma di comunicazione“.

La decisione nasce a seguito di un’istanza presentata dalla BestWater International, una società tedesca che opera nel settore dei filtri per l’acqua. A scopi di pubblicità comparativa, la BestWater si era vista riprodurre i video commerciali dei propri prodotti sul sito di una società concorrente.
La questione giuridica di fondo che ha portato al pronunciamento della Corte del Lussemburgo è ruotata, sostanzialmente, nello stabilire se fosse legale o meno incorporare contenuti protetti dal copyright senza chiedere il preventivo permesso al titolare dei diritti. Mentre la legislazione europea in materia di diritto d’autore è alquanto restrittiva, ben poco, invece, viene specificato rispetto all’embedding.

youtube.jpg

Il testo integrale della decisione (adottata con ordinanza) non è disponibile sul sito della Corte Ue, ma TorrentFreak.com, specializzato sui temi del diritto d’autore e della pirateria online, ne ha avuto copia (in tedesco, tra qualche giorno sarà disponibile in tutte le lingue comunitarie) da Bernhard Knies, legale degli imputati.

Nell’ordinanza – che specifica tra l’altro che il contenuto embeddato non deve essere stato alterato o diffuso per la prima volta – si legge: “L’incorporamento in un sito web di un’opera protetta, che è pubblicamente accessibile su un altro sito, per mezzo di un collegamento tramite frame di per sé non costituisce una comunicazione al pubblico ai sensi della direttiva Ue sul copyright nella misura in cui l’opera in questione non è comunicata ad un nuovo pubblico, né si utilizza uno specifico mezzo tecnico diverso da quello utilizzato per la comunicazione originale”.

La fattispecie è stata decisa sulla scorta del caso Göteborgs-Posten che pochi mesi fa ha riconosciuto la legittimità della riproduzione dei link.

Sul sito del giornale svedese Göteborgs-Posten venivano pubblicati, in libero accesso, una serie di articoli di stampa redatti da vari giornalisti di testate svedesi diverse. Gli articoli erano forniti dalla Retriever Sverige, società che procura collegamenti internet «cliccabili», gli hyperlink o i link, proprio verso articoli pubblicati su altri siti. La Retriever Sverige non aveva tuttavia chiesto agli autori l’autorizzazione ad approntare i link verso gli articoli.

Lo Svea hovrätt (Corte d’appello di Svezia) aveva adito la Corte di giustizia chiedendo se la fornitura di link di tal genere costituisse un atto di comunicazione al pubblico ai sensi del diritto dell’Unione in quanto la legge europea prevede che gli autori dispongano del diritto esclusivo di autorizzare o vietare qualsivoglia comunicazione al pubblico delle proprie opere. Nell’ordinanza, la Corte rilevava che la fornitura di link «cliccabili» verso opere protette fosse in linea con il diritto comunitario poiché non si trattava di “pubblico nuovo“, vale a dire un pubblico non preso già in considerazione dai titolari del diritto d’autore al momento dell’autorizzazione iniziale, vale a dire al momento della pubblicazione dell’articolo sul sito di origine.

La decisione della Corte europea è un vero e proprio cambio di rotta per l’intero diritto comunitario in considerazione del fatto che in passato vi sono state delle condanne per plagio a seguito di pubblicazioni online che ricorrevano proprio al meccanismo dell’embending e del framing.
In Italia, recente è la diatriba che aveva visto su fronti opposti la Siae e vari siti che si occupano di cinema che si erano visti richiedere il pagamento dei diritti per la riproduzione sul web dei trailer cinematografici.